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Il Gattopardo

 

1° giorno - Palermo

La visita inizia con un prologo storico letterario, esterno, di palazzo Lampedusa, distrutto durante l'ultimo conflitto mondiale, dove lo scrittore, legatissimo, annidava quasi tutti i ricordi della sua fanciullezza. Si prosegue, a piedi, con la passeggiata rievocativa, leggendo alcuni passi del romanzo. Percorso fatto dal Principe e la sua famiglia per recarsi a Palazzo Monteleone (dove si svolgerà il famoso ballo. Oggi il palazzo non più esistente, è stato sostituito nel film dal bellissimo Palazzo Gangi, si visiterà soffermandoci nel salone del ballo).Si continua il nostro viaggio andando verso la periferia di Palermo a Villa Lampedusa, sita in San Lorenzo.Detta Villa è ampiamente descritta nel romanzo soprattutto per quella passione che il Principe aveva per l'astronomia.

E' arrivata l'ora del pranzo, e come buoni padroni di casa invitiamo i nostri ospiti a rivivere sapori, odori, profumi della gastronomia romantica siciliana, nella Villa Boscogrande, dove il regista ha montato alcune delle scene del "Gattopardo". Nel pomeriggio si rievoca il viaggio, fatto in carrozza, dal Principe, con Padre Pirrone per recarsi al centro storico per il famoso incontro "amoroso" di Fabrizio di Salina. Infine, a piedi, ci si reca al bastione delle "captive" per dialogare sulla morte del Principe davanti all' hotel Trinacria. Breve visita della Chiesa della Pietà, una della chiese barocche più prestigiose nel quartiere della Kalsa di origine araba , il cui parroco del tempo diede l'estrema unzione al Principe.




2° giorno - Palma di Montechiaro

".. In quel luogo tutto gli piaceva, cominciando dall'umiltà del parlatorio rozzo, con la sua volta a botte centrata dal Gattopardo, con le duplici grate per le conversazioni, con la piccola ruota di legno per fare entrare ed uscire i messaggi, con la porta ben squadrata che il Re e lui, soli maschi nel mondo, potevano lecitamente varcare…"

Cittadina a 25 km da Agrigento, fondata nel 1637 da Carlo Tomasi di Lampedusa e De Caro, nel feudo di Montechiaro, che fu dei Tomasi di Lampedusa fino al 1812. Si visiterà il Palazzo Ducale fondato dai Tomasi di Lampedusa. Il Monastero del SS Rosario fondato da Giulio Tomasi detto il Duca Santo, la Chiesa Madre.

Per il pranzo ci sposteremo a Ravanusa, piccolo centro dell'entroterra siculo, dove si organizzerà un pranzo rustico "dei contadini", sempre descritto nel romanzo (vedi pranzo di Padre Pirrone).

Al termine rientro a Palermo.



3° giorno - Santa Margherita Belice

Nel Gattopardo, Giuseppe Tomasi descrive così le proprietà del protagonista del romanzo, Fabrizio Corbera Principe di Salina: "Querceta, con le sue case basse attorno alla tozza Chiesa Madre verso la quale procedevano gruppi di pellegrini azzurrognoli; Ragattisi, stretto fra le gole dei monti; Argivocale, minuscolo nella smisuratezza della pianura frumentaria cosparsa di contadini operosi; Donnafugata con il suo palazzo barocco, meta di cocchi scarlatti, di cocchi verdini, di cocchi dorati, carichi a quanto sembrava di femmine di bottiglie e di violini".

Giuseppe Tomasi di Lampedusa, ha descritto nei suoi racconti, mediante una fantastica raffigurazione i luoghi della sua fanciullezza, calandoli quasi per intero ne "il Gattopardo".

Oggi visiteremo il Palazzo Filangeri di Cutò e la chiesa Madre, monumenti di rilievo storico culturale del piccolo centro agricolo della Valle del Belice, che rievocano quella fanciullezza rapita dal fascino dei panorami.

Pranzo in loco. Al termine rientro in città


N.B. Palma di Montechiaro e Santa Margherita Belice, sono descritti da Giuseppe Tomasi come "Donnafugata", quindi da non confondere con il piccolo centro di "Donnafugata" della provincia di Ragusa.